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Chi ha ucciso Barbara Locci?

10,00 

ISBN: 88-8341-784-9 Categoria:

Demetrio Piras

Demetrio Piras (nato a Silanus nel 1948, ufficiale in pensione dei Carabinieri) è autore di numerosi racconti e romanzi ambientati per lo più in contesti storici e sociali, quali sono le sue narrazioni risalenti all’epoca delle “Chiudende”, delle “Bardane” e dei “Sequestri di persona a scopo estorsivo” in Sardegna; sono sulla stessa linea la trilogia di romanzi che ha come sfondo l’Italia fascista e il libro L’INQUISITORE, che evoca l’attività di un frate domenicano della Santa Inquisizione mentre, nell’Alto Medioevo, si dedica al contrasto alle eresie. Sono romanzi e racconti che in definitiva mirano a infondere il valore della giustizia e il suo trionfo sul male, ivi compresi quelli elaborati assieme allo scrittore Giancarlo Nicoli, che prendono spunto più in generale da fatti realmente accaduti, spesso clamorosi. Ma negli scritti di Demetrio Piras non ci sono solo romanzi: c’è il libro NURAGHI, con numerose e suggestive immagini sulle antiche e misteriose costruzioni che popolano le campagne della Sardegna; c’è il libro MURALES, con 350 opere raccolte in 93 comuni dell’isola che raccontano il meglio del fenomeno muralistico sardo, dai suoi albori fino al 2010; e c’è il libro Chi ha ucciso Barbara Locci?, dove vengono riproposti i crimini pazzeschi compiuti dal 1968 al 1985 dal cosiddetto MOSTRO DI FIRENZE, con tutti i risvolti sociali che ne sono conseguiti.

Descrizione

238  Pagine

In copertina: pittura di A. Sasso

Una pazzesca, incredibile, ma vera e singolare storia criminale.

Per anni il mostro di Firenze semina il terrore attorno al capoluogo toscano prendendo di mira le coppie appartate. Colpisce per la prima volta a Signa la sera del 21 agosto 1968, ma si percepirà solo anni dopo di avere a che fare con un essere mostruoso, quando ripeterà i massacri delle coppie a scadenza quasi fissa. La paura coinvolge tutti.

Barbara Locci, sarda, sarà la prima vittima femminile insieme al suo amante. Quel delitto, a lungo dimenticato, riemergerà dopo quattordici anni e costituirà punto centrale in quella parte dell’inchiesta sul mostro conosciuta come la pista sarda. Sarà tralasciata con l’entrata in scena di Pietro Pacciani e dei suoi presunti complici: i compagni di merende e la setta satanica.

Per tanti anni si è pensato che dietro al mostro di Firenze si celasse un solo individuo, un classico serial killer; poi l’inchiesta ha fatto emergere un’associazione di mostri in cui figuravano esecutori e presunti mandanti.

Tuttavia, con l’assoluzione nel maggio del 2008 del farmacista di San Casciano Val di Pesa Francesco Calamandrei, la tesi dei “mandanti”, che secondo l’accusa avrebbero commissionato i delitti del mostro di Firenze per acquisire feticci da utilizzare in riti esoterici, si è completamente sgonfiata gettando ombre anche sui risultati dell’inchiesta che aveva portato alla condanna degli esecutori materiali, i compagni di merende di Pacciani, probabilmente anche loro vittime indirette del maniaco che assassinava le coppie. L’ipotesi che il “mostro” sia stato un killer solitario resta per molti la più convincente.

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